Vigneti, in scadenza il bando 2026-2027 per ristrutturazione e riconversione
09/04/2026
C’è una scadenza ravvicinata che interessa da vicino il comparto vitivinicolo: il prossimo 14 aprile 2026 termina infatti il termine per la presentazione delle domande relative al bando PSP PAC 2023-2027, intervento settoriale dedicato alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2026-2027. A richiamare l’attenzione sul provvedimento è l’Assessorato alle Politiche agricole, che sottolinea l’importanza di una misura pensata per accompagnare le imprese in un percorso di ammodernamento degli impianti, con l’obiettivo di renderli più competitivi, più adatti alle esigenze del mercato e meglio organizzati dal punto di vista agronomico ed economico.
La dotazione finanziaria complessiva disponibile per questa annualità ammonta a 975.263 euro, cifra che comprende anche le risorse necessarie a coprire i fabbisogni derivanti dalle domande di saldo delle campagne precedenti. Il bando si inserisce in una logica precisa, quella di sostenere un settore che oggi, per restare solido e capace di produrre valore, ha bisogno di investire sulla qualità degli impianti, sulla razionalizzazione delle superfici e sulla sostenibilità delle tecniche colturali. Non si tratta quindi di un semplice aiuto economico, ma di uno strumento che punta a incidere sulla struttura stessa delle aziende vitivinicole.
Chi può partecipare e quali interventi sono previsti
Possono accedere al sostegno gli imprenditori agricoli, singoli o associati, in possesso di partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio con codice ATECO 01, oltre alle organizzazioni di produttori vitivinicoli riconosciute, alle cooperative agricole e sociali agricole, alle società agricole di persone o di capitali e ad altri soggetti iscritti al registro delle imprese per attività connesse a quella agricola. La platea dei beneficiari è quindi piuttosto ampia, ma resta vincolata al rispetto di requisiti precisi, che riguardano sia la regolarità amministrativa sia la consistenza delle superfici disponibili.
Il richiedente deve infatti possedere una superficie almeno pari a quella oggetto dell’intervento, essere in regola con la normativa europea, nazionale e regionale in materia di potenziale viticolo e non coltivare impianti illegali o superfici prive di autorizzazione. È inoltre previsto un limite minimo di intervento pari a 0,3 ettari nelle aree svantaggiate e a 0,5 ettari nelle altre aree.
Le azioni finanziabili riguardano la riconversione varietale, attraverso il reimpianto con varietà di maggiore pregio enologico o commerciale, e la ristrutturazione vera e propria, con una diversa collocazione del vigneto in posizioni più favorevoli oppure con la modifica del sistema di allevamento. L’indirizzo del bando è chiaro: favorire vigneti più razionali, compatibili con la meccanizzazione parziale o totale e coerenti con i principi della viticoltura sostenibile.
Contributi, tempi e modalità di presentazione delle domande
Il sostegno previsto si articola in due forme. La prima riguarda la compensazione per le perdite di reddito, fissata in 3.000 euro per ettaro, equivalente a 1.500 euro per ettaro per due campagne vitivinicole. Questa compensazione viene riconosciuta solo in caso di estirpazione di un vigneto precedente e non è prevista quando si procede con reimpianto anticipato o con autorizzazioni non derivanti da estirpazione nell’ambito del progetto.
La seconda voce riguarda invece il contributo ai costi di ristrutturazione e riconversione, che potrà arrivare fino al 50% della spesa ammessa, calcolata sulla base delle Tabelle Standard dei Costi Unitari previste per la PAC 2023-2027. L’erogazione avverrà soltanto a collaudo, quindi al termine dei lavori, mentre la scadenza per la presentazione della domanda di saldo è già fissata al 15 giugno 2027.
Le domande di sostegno dovranno essere presentate tramite i Centri di Assistenza Agricola autorizzati. È un passaggio che richiede attenzione, perché il tempo a disposizione si è ormai ridotto e per molte aziende questa misura può rappresentare un’occasione concreta per aggiornare il proprio patrimonio vitato, adeguarlo alle nuove condizioni del mercato e rafforzare la capacità competitiva in una fase in cui qualità, efficienza e sostenibilità contano sempre di più.
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