Civitella Roveto, orso salvato dal laccio d’acciaio
27/04/2026
Un orso maschio di circa 10-12 anni, del peso di 193 chili, è stato salvato nella notte del 24 aprile nel territorio di Civitella Roveto, dopo settimane di osservazioni e tentativi da parte del personale del Parco. L’animale aveva un laccio d’acciaio stretto al collo, una trappola che lo stava lentamente uccidendo. La cattura è avvenuta alle 2.45, quando l’orso è entrato nella tube trap predisposta dagli operatori, permettendo l’intervento di liberazione.
Una corsa contro il tempo nel corridoio verso i Simbruini
L’operazione si è svolta a chilometri dai confini del Parco, ma in un’area considerata particolarmente significativa per la fauna selvatica: il corridoio di collegamento con i Monti Simbruini, dove le attività di monitoraggio e tutela sono costanti. Per quasi un mese tecnici e operatori hanno seguito gli spostamenti dell’animale, cercando di creare le condizioni per una cattura sicura.
Il salvataggio non era affatto scontato. Solo una settimana prima, lo stesso orso era riuscito a sottrarre il cibo-esca senza rimanere intrappolato, confermando l’intelligenza e la cautela tipiche di questi animali. Alla fine, l’ingresso nella trappola ha consentito alla squadra di cattura di intervenire e rimuovere il laccio che gli serrava il collo. Gli operatori hanno deciso di chiamarlo Libero, un nome che racconta il senso stesso dell’intervento.
Il Parco denuncia il bracconaggio: “Un fatto gravissimo”
Il caso riporta al centro il problema degli strumenti illegali usati contro la fauna. Il laccio non è stato trovato all’interno del Parco, ma per l’Ente questo non riduce la gravità dell’accaduto: posizionare trappole per colpire animali selvatici è bracconaggio, ovunque avvenga.
Il Parco ha ricordato anche un precedente del 28 settembre 2017, quando nel territorio di Campoli Appennino venne salvata un’orsa, F20, conosciuta come Monachella, anche lei intrappolata da un laccio d’acciaio al collo. Episodi che, secondo l’Ente, mostrano la persistenza di pratiche illegali e pericolose, capaci di mettere a rischio specie protette e di colpire il lavoro di conservazione portato avanti sul territorio.
Il ringraziamento agli operatori e alla comunità locale
Dopo il salvataggio, il Parco ha rivolto un ringraziamento ai tecnici e agli operatori che hanno lavorato senza sosta, con turni lunghi e interventi delicati sul campo. L’operazione ha richiesto preparazione, pazienza e capacità di agire senza improvvisazioni, perché con la fauna selvatica ogni passaggio deve essere condotto nel rispetto della sicurezza dell’animale e delle persone coinvolte.
Un grazie è stato rivolto anche alla Croce Verde di Civitella Roveto e a un cittadino del posto, che hanno collaborato concretamente al raggiungimento dell’obiettivo. Per il Parco, il salvataggio di Libero dimostra che la coesistenza con la natura non è un principio astratto, ma una pratica fatta di presenza, responsabilità e piccoli gesti quotidiani. L’orso oggi è vivo, ma resta la gravità del gesto che lo aveva condannato a una morte lenta.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.